L’amicizia nella Silicon Valley: la mia esperienza
- Laura Larghi

- 11 minuti fa
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La normalità dei rapporti usa e getta
di Laura Larghi

È facile fare amicizia nella Silicon Valley?
Senza pensarci troppo, la mia risposta istintiva sarebbe: l’amicizia qui non esiste.
Ovviamente non è del tutto vero, ma costruire relazioni profonde in questa parte del mondo è tutt’altro che semplice.
Conoscere persone è facilissimo, ottenere un primo incontro anche. Ma spesso, quando si capisce che il potenziale amico non è “utile” per un lavoro, per entrare in un certo gruppo o per qualche altro obiettivo, la frequentazione si interrompe senza troppe cerimonie.
Interessi comuni possono far pensare a un’amicizia nascente, ma quando quegli interessi svaniscono, spesso svanisce anche la relazione.
L’amicizia richiede tempo ed energia, e qui molti — direi troppi — sono costantemente impegnati a inseguire soldi, opportunità e un successo rapido. Questo lascia pochissimo spazio da dedicare a relazioni autentiche e profonde.
Quello che trovo più sconcertante è che questi comportamenti sono considerati normali: la maggior parte delle persone non cerca davvero amici, cerca opportunità, il famoso network. Ed è forse questo l’aspetto più triste, la normalità dei rapporti usa e getta.
Questa è stata la mia prima impressione quando sono arrivata, e dopo dieci anni posso dire che, per la maggior parte delle persone, è proprio cosi.
Ma l’amicizia esiste davvero?
Nonostante tutto, non è completamente vero che l’amicizia non esista. Anche qui ci sono persone “normali”, che non vivono solo di carriera e ambizione. Trovarle non è sempre facile, ma ogni tanto succede.
Un altro elemento che complica la nascita delle amicizie è la diversità culturale: qui vivono persone provenienti da ogni parte del mondo, con abitudini e aspettative molto diverse. Capirsi richiede tempo, e non è sempre immediato.
In Europa, più o meno, è chiaro cosa ci si aspetta da un amico; qui invece è tutto da costruire e da interpretare. Non sorprende quindi che si formino gruppi omogenei per nazionalità, mentre le amicizie “miste” siano meno frequenti.

Dove e come si fanno amicizie
Il modo più semplice per fare amicizia è la scuola, soprattutto alle elementari. Nelle scuole successive, il continuo cambio di classi rende tutto più complicato.
Anche l’università è un momento importante: vivere lontani da casa e doversi arrangiare crea legami che spesso durano anni.
Lo sport potrebbe essere un buon terreno per nuove amicizie, ma la competizione portata all’estremo a volte rovina ciò che potrebbe essere un momento di aggregazione.
Per quanto riguardo il lavoro è tutto solamente "networking", amicizie in questo ambiente sono molto rare.
Purtroppo la solitudine è una delle “patologie” più diffuse tra adulti e giovani in questa zona. Ci sono molte associazioni di volontari che cercano di creare dei gruppi per interessi ed età per aiutare le persone più sole. La mancanza delle relazioni familiari è un' altra delle causa della diffusa solitudine.
Crescere qui — o arrivare da bambini, o studiare qui — rende più facile costruire amicizie, anche se non è mai scontato. Arrivare da adulti, invece, è decisamente più arduo.
Forse è così ovunque, ma per la mia esperienza qui il fenomeno è decisamente amplificato.
Comunque, chi ha soldi e successo, ha anche tantissimi "amici".



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