Intelligenza Artificiale: la parola magica nella Silicon Valley… e nel mondo
- Laura Larghi

- 3 giorni fa
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AI: una corsa frenetica verso l’ignoto, con perdenti certi e vincitori ancora da definire
di Laura Larghi

Ad una conferenza di società' di intelligenza artificiale
L’intelligenza artificiale – o AI (artificial intelligence) – è ormai il termine più citato nella Silicon Valley, e probabilmente anche nel resto del mondo.
L’AI è entrata nella vita di tutti, volenti o nolenti, e continua a espandere la sua presenza e la sua importanza.
Vivere in questa parte del mondo, dove l’AI è nata e sta esplodendo, mi permette di osservare da vicino alcuni dei cambiamenti che sta generando e che, con ogni probabilità, si diffonderanno globalmente.
È tutto positivo? No. Ma non è nemmeno tutto negativo. Come in ogni fase di trasformazione, dopo l’entusiasmo iniziale arriveranno consolidamento e assestamento. La grande differenza rispetto al passato è la velocità: qui non si parla di anni, ma di mesi. Ed è proprio questa rapidità a creare disorientamento, anche tra gli addetti ai lavori.
Ecco alcune riflessioni sull’avvento dell’AI, sia per le persone sia per le aziende.
1. Accelerazione del lavoro
L’AI rende rapidissime attività che prima richiedevano giorni o settimane: scrivere testi, fare ricerche, preparare dossier e presentazioni, analizzare dati. La domanda è: ci si può fidare?La velocità è reale; l’accuratezza molto meno. L’AI non “pensa”: rielabora informazioni già esistenti, e per questo può essere ripetitiva, dare risposte simili a domande diverse o commettere errori. È sicuramente utile per velocizzare compiti semplici, ma il risultato deve essere ancora controllato da un umano con un minimo di competenza.
2. Rischio di perdita di capacità umane
L’uso massiccio dell’AI porta a delegare sempre di più. Se ci si abitua a far fare tutto a un modello, si allenano meno le proprie capacità e questo fa dimenticare come risolvere problemi in autonomia. Ottenere velocemente risultati anche se basici rende pigri, se l’ingenio umano non viene stimolato anche la creatività rischia di ridursi.
3. Licenziamenti
Molte aziende stanno licenziando migliaia di dipendenti per due motivi:
sostituire alcune mansioni con l’AI
ridurre i ruoli non legati all’AI per assumere solo chi dichiara competenze in questo ambito
I lavori più colpiti sono quelli di ingresso: analisti junior, paralegali, ruoli amministrativi, ricerca documentale ma molto altri settori sono a rischio.

Una delle tante conferenze/fiere su intelligenza artificiale a San Francisco
4. Aziende in corsa, ma senza una strategia chiara
Usare l’AI è diventato fondamentale, ma implementarla in modo efficace è tutt’altro che semplice. Molte aziende stanno ancora cercando di capire come farlo. È un periodo complesso per i manager, che devono gestire incertezza, pressione competitiva e, in alcuni casi, la sopravvivenza stessa dell’azienda. In passato le trasformazioni avevano tempi tecnici più lunghi; oggi tutto è accelerato. Cambiare in fretta aumenta inevitabilmente il rischio di errori.
5. L’AI come parola magica per attirare capitali
Qualsiasi azienda che dichiari di occuparsi di AI raccoglie capitali enormi. Molte sono start-up nate negli ultimi due anni, le cui valutazioni superano facilmente il miliardo di euro. Se tutti questi investimenti genereranno profitti, è ancora tutto da vedere.
6. Effetti collaterali sugli altri settori
Mentre gli investimenti “confluiscono in massa” verso l’AI, altri settori soffrono per la mancanza di capitali. Per esempio, il settore SaaS (Software as a Service), che fino a poco tempo fa cresceva rapidamente e sembrava avere un futuro luminoso, oggi è spesso in difficoltà proprio per la scarsità di investimenti.
7. Nuovi rischi di sicurezza
L’AI aumenta il rischio di attacchi informatici : il perimetro attaccabile cresce costantemente, e così i rischi. Inoltre, non è ancora chiaro come gestire gli Agenti AI (AI agents), sistemi che agiscono come persone, si moltiplicano rapidamente e possono sfuggire al controllo. Con l’espansione dell’AI, e’ necessario prestare molta più attenzione ai rischi che ne derivano.
Anche l’AI troverà il suo posto. Ma prima di allora, quanti danni avrà fatto?
Questo blog l’ho scritto io, ma ho chiesto all’AI di correggere gli errori. Quindi, se ce ne sono ancora… è colpa sua! 😊



Un articulo e soggetto molto interessante. L’AI diventera uno strumento utile come tante altre tecnologie, ma sconvolgera la vita di molte persone lungo la strada …
Sempre interessante. Io sono per un uso moderato della AI per guadagnare tempo su contenuti che si conoscono in modo da intervenire sugli errori.