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La troppa competizione crea realtà tragiche

Immagine del redattore: Laura Larghi
Laura Larghi
12 minuti fa
Tempo di lettura: 2 min

Associazioni e gruppi locali di sostegno esistono ma la guardia ferma suicidi rimane al suo posto




Questa foto l'ho scattata qualche giorno fa a Palo Alto, nel cuore della Silicon Valley e sede della prestigiosa Università di Stanford. Mostra un passaggio a livello del treno locale, il Caltrain che collega San Francisco a San Jose' e che attraversa la città.


La presenza della guardia che si vede nell'immagine ha uno scopo preciso: impedire che gli studenti che ogni giorno attraversano questi binari per raggiungere le scuole pubbliche e private di Palo Alto si gettino sotto il treno.


È una realtà difficile da accettare. Come si è arrivati a questo punto?


I suicidi tra gli studenti in quest'area rappresentano da anni un problema ricorrente. Ogni nuovo caso riaccende il dibattito pubblico, porta a dichiarazioni, promesse e iniziative, ma la situazione continua a ripresentarsi.


Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la pressione non nasce principalmente dalle scuole. Gli istituti offrono percorsi diversi e numerose opportunità per chi desidera seguire strade meno competitive o meno orientate all'eccellenza accademica.


La pressione più forte arriva spesso dall'ambiente circostante: dalle aspettative dei genitori, dal confronto continuo con i coetanei e da una cultura del successo che può trasformarsi in una spirale tossica e, per alcuni ragazzi, insostenibile.


Esistono molte associazioni, programmi scolastici e iniziative locali dedicate al sostegno degli studenti e alla prevenzione del disagio psicologico, eppure, ancora oggi, la guardia ai binari rimane lì.


Su questo fenomeno sono stati scritti numerosi articoli e libri. Per esempio The Silicon Valley Suicides di Hanna Rosin, un'inchiesta pubblicata su The Atlantic che racconta i cluster di suicidi verificatisi nelle scuole superiori di Palo Alto e analizza il legame tra pressione accademica, cultura della performance e salute mentale degli adolescenti.


Non credo ci siano parole per queste situazione, volevo solo condividere una realtà che anche dopo 10 anni trovo sconcertante.



 
 
 

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